Dove il bisogno si esaurisce, il desiderio prende forma.

Caro Jurnale, 

chiacchieriamo spesso di designer e architetti internazionali, oggi invece voglio parlarti di due giovani talenti italiani, Chiara Pellicano ed Edoardo Giammarioli, che nel 2016 hanno fondato a Roma Millim, uno studio di design dal nome palindromo che si occupa di consulenza creativa, direzione artistica, product e visual design. Sono giovani, ma nel 2019 hanno già vinto il Wallpaper* Design Award, nella categoria “Best Dream Design Factory“, con il prodotto “Fusion” disegnato per la galleria romana Secondome, sulla Portuense. La loro forza sta nella capacità che hanno di individuare in un progetto il sottile punto di equilibrio tra bisogno e desiderio e, partendo da quello sviluppare un’idea nuova e creativamente forte. Si sono imbattuti nei nostri lavori un po’ per caso, grazie ad una newsletter.

La scoperto dell’analogico attraverso il digitale.

 

Millim Studio

 

Comunque ti parlo di loro perché abbiamo lavorato insieme al progetto di due coffee table chiamato Twins, “un gioco cromatico tra superficie e spessore, in cui ogni elemento porta con sé una parte dell’altro”.  

 

 

Il progetto è stato esposto con grande successo nel Teatro Sociale di Como durante il Lake Como Design Fair 2019, il grande evento al Design da collezione, che quest’anno ha avuto come tema proprio il potere evocativo del Colore e il suo rapporto con la Luce, madre di ogni sfumatura. 

 

Ma come nasce Twins? Te lo racconto prendendo in prestito proprio le parole dei due designer: “Il pensiero che si cela dietro questo lavoro è quello di esplorare un territorio, che ancora oggi, dal 1400, offre la stessa terra estratta dalle stessa cave.

 

Raccontare la maestria con cui essa viene unita all’acqua e lavorata unicamente a mano. Scoprire la pazienza con cui l’uomo attende che sia il vento ad asciugarla ed in fine la sacralità dell’attesa quando ogni mattonella, meticolosamente posizionata in fornaci medievali, è pronta per essere cotta esclusivamente con fuoco e fascine.

 

Tre giorni e tre notti di cottura e veglia si susseguono ed è in questo momento che l’uomo lascia tutto nella mani del fato e ancora oggi, come una volta, quando la fornace viene murata, si segna una croce nella pietra al suo ingresso, sperando che Dio sia clemente e che ogni pezzo venga perfetto.”

 

 

Come ti dico sempre, per noi è emozionante lavorare con i designer, soprattutto quelli giovani ed appassionati come Chiara ed Edoardo, che hanno seguito dal vivo tutte le fasi di progetto e lavorazione. Dare forma alle loro idee e plasmare l’argilla seguendo il loro modello più che un lavoro è stata un’epifania creativa. Che sicuramente si ripeterà.

 

Per ora ti saluto, ma ci rivedremo presto perché ho ancora molte cose da raccontarti.

 

 

ph: Emanuele Chiaverini